I Macbeth, “Vanitas” e le parole di Andreas
16 08 2002Era il 4 dicembre 1998, ricordo ancora benissimo. Una nebbia da abissi per raggiungere il Jack Biker’s a Vigevano, degno tetro contorno per una serata di gothic metal. I Macbeth per me allora non erano molto più di una band di compagni di liceo e di autogestione, con la quale condividevo la passione per la musica. La loro prima demo, “Nocturnal Embrace”, rimane a tutt’ora uno dei dischi che ha maggiormente caratterizzato quel periodo della mia vita.
Quella sera finalmente li vidi dal vivo, e furono devastanti. Da poco era uscito il loro primo full lenght, “Romantic Tragedy’s Crescendo”, primo lavoro dopo la firma con la Dragonheart. Ad aprire la serata c’erano due band, una delle quali si chiamava Sphera Lunae. Facevano un black abbastanza classico, per quanto di discreta fattura considerato la giovane età dei componenti. Il cantante si chiamava Andrea Cislaghi, ed era il fratello minore di Fabrizio, batterista e leader dei Macbeth.
Per un curioso arabesco del destino, da lì a pochissimo Andrea sarebbe entrato a far parte della band quella sera headliner, la quale avrebbe da lì a poco subito un devastante cambio di line-up, senza però miracolosamente perdere nulla del potenziale che avevano.
Beh, con buona pace di Vittorio, Cristina, Fabio “Magico”, i Macbeth di “Vanitas” sono anche meglio dei predecessori. Ma chiediamo qualche dettaglio in più al neo vocalist maschile dei Macbeth, Andrea Cislaghi da Abbiategrasso, in arte Andreas.
Innanzitutto il benvenuto! Aspettavo con impazienza il vostro secondo album dopo che mi avevate conquistato con “Romantic Tragedy’s Crescendo”, e sono molto soddisfatto del vostro lavoro, che ritengo valido, originale e professionale. Tra le tante innovazioni che hanno attraversato i Macbeth da “Romantic Tragedy’s Crescendo” a “Vanitas”, la prima è sicuramente il poderoso cambio di line up che ha interessato molti membri della band, e nella fattispecie il tuo ingresso come vocalist maschile. Se ne è parlato molto nella scena abbiatense, e si sono fatte talmente tante voci ed ipotesi da perdersi; ma da quali fattori è REALMENTE dipesa questa rivoluzione? E che peso hanno avuto l’esito di RTC e la Dragonheart in questa decisione? Un commento mio personale; qualcuno ha voluto malignare su una “cislaghizzazione” dei Macbeth, dove ormai era una persona sola (Fabrizio) a prendere le decisioni su tutto, e gli innesti di te e Morena nel gruppo potrebbero anche dar valore all’ipotesi; beh, dico io, visti i risultati che avete raggiunto con “Vanitas”, anche se Fabrizio avesse fatto il kaiser ha fatto davvero un ottimo lavoro! cosa ne pensi?
Per prima cosa grazie per i complimenti. Come hai detto tu, uno dei grandi cambiamenti è stato appunto quello della line-up…due cantanti diversi dai primi, un bassista nuovo e da qualche mese un chitarrista solista che ha preso il posto di Alex, sto parlando di Max. Come sai benissimo per convivere in una band bisogna andare d’accordo sotto molti punti di vista, cosa abbastanza facile se la band è composta da pochi musicisti…invece noi MACBETH siamo in 7 e la sintonia non è cosa facile! Sono necessari tempo e molta pazienza. Quindi, non parlerei di “Cislaghizzazione” (che scusa tanto ma mi sa di “malelingue” da puri provincialotti e come dici tu “qualcuno ha voluto malignare”) semplicemente mio fratello aveva davanti una scelta: o fare dei provini per cercare altri cantanti o chiederlo a due persone sulle quali poteva contare in termini di “conoscenza” e sicura collaborazione. Ha scelto per la seconda e ora siamo più che soddisfatti. Per quanto riguarda i motivi (io non facevo ancora parte della band ma l’ho sempre seguita) posso dirti che i cantanti precedenti non erano proprio il massimo in termini di “professionalità”, si parla di alcune “buche” ad alcuni concerti abbastanza importanti e sotto il punto di vista musicale dal vivo non erano soddisfacenti. Sono stati invitati ad allontanarsi dalla band e conseguentemente a sciogliere il contratto con Audioglobe/Dragonheart records a causa di divergenze di diverso tipo. Invece per quanto riguarda la dipartita di Alex, il motivo è semplice, ha deciso di sua spontanea volontà di lasciare la band e ritirarsi a vita privata. Nonostante l’esito di RTC sia stato ottimo, Dragonheart essendo a conoscenza dei fatti sopraccitati, non ha posto nessun tipo di resistenza. Fabrizio si è occupato sempre di tutto ciò che riguarda la parte amministrativa, la grafica dei lavori della band e di tutte le public relations oltre che dei contatti con Dragonheart; era ovvio che alcune decisioni venissero prese soprattutto da lui…non ti pare?
Ineccepibile, direi. Tornando al disco, ho notato una maggiore professionalità nella produzione di “Vanitas” rispetto al suo predecessore (un artwork ottimo, la conferma del digipak); è soltanto perchè era il secondo disco, quindi avevate un precedente esempio a cui rifarvi, o perchè altri fattori - come la nuova lineup, un genere più evoluto rispetto a “RTC”, una maggiore coesione e sintonia tra di voi, un ambiente migliore per lavorare - hanno contribuito?
Non credo che “Romantic Tragedy’s Crescendo” sia stato un esempio per “Vanitas” pur essendo un ottimo disco. Con “Vanitas” abbiamo raggiunto il gradino superiore per quanto riguarda professionalità e sintonia. Certo, la nuova line-up ha contribuito tantissimo a creare un nuovo ambiente per lavorare e ottenere risultati migliori. In studio ci siamo trovati molto bene l’uno con l’altro e nei live ora la sintonia è veramente ottima! L’ultimo concerto a Brescia è stato veramente grandioso…ero veramente emozionato, siamo piaciuti molto. Era la prima volta che vedevo delle persone che cantavano le mie canzoni! Una sensazione che ti auguro ben presto di provare con la tua band…
Parliamo ora di te!
Il tuo innesto nei Macbeth è stato veramente ideale in relazione alle ultime evoluzioni stilistiche della band, che si è spinta verso lidi più “black” in certi momenti. Sul disco sei uno dei migliori, capace sempre di entrare nella giusta atmosfera di ogni brano e di fornire comunque prestazioni convincenti; come sei entrato a far parte della band? Come è stato per te affrontare questa esperienza? Hai avuto difficoltà ad entrare nello spirito dei Macbeth, e cosa ti ha creato più difficoltà?
Ti ringrazio ancora per i complimenti Francesco! Come sono entrato a far parte della band te l’ho già accennato nella prima domanda. Per me, ovviamente è stata un’esperienza a dir poco formidabile soprattutto per quanto riguarda lo studio e l’aspetto live. Poi, le interviste sui giornali metal più famosi sparsi per tutta l’Europa, o meglio con “Vanitas” anche per il mondo, le recensioni e tutto il resto… Entrare nello spirito dei MACBETH non mi è stato difficile, ma ti dirò…una paura, che ora ho sconfitto ce l’avevo…cantare davanti a un pubblico abbastanza vasto e per un’ora e mezza era per me un trauma. Con SPHERA LUNAE abbiamo sempre suonato sul palco per poco tempo e per di più eravamo sconosciuti. Ora che ho conosciuto anche questo lato “professionale” sono molto soddisfatto di far parte dei MACBETH e mi sto dando da fare per il prossimo album che sarà per tutti una grande sorpresa…
Ora suoni con tuo fratello, e senza togliere assolutamente nulla al tuo talento, stiamo parlando di Fabrizio Cislaghi, ovvero credo di uno dei musicisti più validi del metal italiano, un factotum (artwork, testi, direzione artistica, autore dell’attuale logo del gruppo)! Ora, anche io suono con mio fratello e devo ammettere che con suonare con lui è qualcosa di magico perchè si sviluppa naturalmente una intesa straordinaria, ma spesso accadono anche scontri. Quale è la vostra esperienza? Quanto ti ha aiutato Fabrizio ad entrare nel gruppo in termini di supporto? E come è il vostro rapporto di “brothers-in-music”?
Come sai anche tu suonare con un conoscente è già una cosa stupenda, quindi suonare con un fratello “di sangue” lo è ancora di più…in assoluto mio fratello mi è stato di grande aiuto in questa importante esperienza. In studio praticamente ha fatto il mio supervisore… Pur essendo due persone con caratteri completamente diversi andiamo d’accordo e in sala prove non abbiamo mai avuto scontri anche se ogni tanto si discute, e sono contento che sia così. I rapporti piatti non mi stimolano e di conseguenza non portano a produrre cose interessanti. Quindi, il nostro rapporto è ottimo, soprattutto ora che si sta procedendo alla costruzione dei nuovi pezzi.
Chi è il cantante di “Romanzo Nero”? Perché avete deciso di farla cantare da lui?
“Romanzo Nero” è stato interpretato da Joe, cantante dei Cultus Sanguine, l’altra band di Fabrizio. E’ un pezzo molto oscuro e teatrale. Profondo. Fabrizio ha deciso di farlo interpretare a lui perché cercava una voce che si adattasse alla profondità del testo che aveva scritto…infatti è stato scritto in italiano, che a mio avviso è la lingua più musicale e profonda esistente sulla faccia della terra.
Parliamo ora del disco. Vanitas, cioè vanità in latino, questo è il tema centrale di quasi tutti i brani; cio che è vano, falso, ciò che copre con dolore, stupidità e volgarità la vera innocenza, la vera purezza. Molti i riferimenti alla cultura italiana, dai poeti crepuscolari alla leggenda di Bice del Balzo, dal fantasma innamorato di Aloisa di Grazzano Visconti a “La pioggia del pineto” di D’Annunzio. E’ lodevole che un gruppo italiano finalmente valorizzi la cultura del proprio paese, tanto più una band gothic, genere che secondo me si presta particolarmente alle tante leggende che hanno attraversato il medioevo italiano. Quanto di questa volontà di “essere italiani” caratterizza i Macbeth di oggi?
Personalmente amo la nostra cultura e penso che almeno da quel punto di vista non abbiamo nulla da invidiare agli altri paesi. Mio fratello che scrive i testi ama particolarmente arte ed architettura del nostro paese e penso che questo si possa percepire ascoltando i nostri pezzi. All’interno del booklet del cd si trovano un sacco di riferimenti ad alcune città italiane, leggende o posti ricollegabili ad alcuni dei nostri testi. Forse è un ulteriore modo per distinguersi dalla massa, oltre al piacere della buona musica ci piacerebbe lasciare qualcosa in più, ed in particolare ai fans dall’estero qualche nota positiva sul nostro paese. Date alcune mie esperienze all’estero direi che è proprio il caso di fornire occasioni per rivalutare la nostra immagine di mangia spaghetti e mafiosi… I Macbeth continueranno a farlo, non ci vergogniamo di essere italiani…
Musicalmente ho già sottolineato i vostri momenti black; quanto c’entri tu e la tue esperienza in band come gli Sphera Lunae nelle nuove evoluzioni stilistiche dei Macbeth? Le maggiori band gothic negli ultimi loro lavori (e mi vengono in mente soprattutto Paradise Lost, Theatre of Tragedy, The Gathering, Lacuna Coil e Moonspell - questi ultimi forse un po’ meno) hanno fatto largo uso dell’elettronica, spaccando la critica in due filoni, chi ipotizza la nascita di un new gothic e chi li accusa di tradimento o esaurimento di idee. I Macbeth hanno deciso invece di rimanere fedeli alla tradizione, senza l’ausilio eccessivo delle nuove tecnologie. Perché? E come vedi tu questo ricorrere a campionamenti e ritrovati tecnologici?
Ti dirò…sicuramente io c’entro abbastanza con l’avere apportato al gruppo atmosfere più oscure e un po’ di malignità “black” anche se, come tu sai da un po’ di anni a questa parte non ascolto più molto volentieri il genere, in quanto il mercato è saturo e tutte le band hanno le stesse idee…ma nonostante questo, resto fedele ad alcuni mitici nomi della scena. Per quanto riguarda l’utilizzo dell’elettronica (scusa, ma io non definisco elettronica quella utilizzata dai gruppi sopraccitati…in quanto secondo me ne fanno un uso spropositato e in un certo senso… “ignorante”) sono assolutamente aperto! Se un pezzo è bello non vedo perchè non dovremmo usare campionamenti o samples solo per rimanere fedeli ad un certo filone musicale. Sarebbe veramente ridicolo! Ho anche un gruppo con cui faccio elettronica/EBM quindi il problema non sussiste…l’importante è sapere utilizzare le cose con il cervello.
In “Romanzo Nero” affrontate il tema dei traumi nell’infanzia, scomodo e difficile argomento. Questo mi da’ lo spunto per porvi un quesito. In un’intervista conseguente a RTC avete dichiarato la vostra profonda sfiducia nella società e nell\’uomo, e addirittura il vostro ateismo, affermando che se ci fosse un Dio farebbe qualcosa per salvarci, mentre invece la vita umana è contraddistinta da dolore e volgarità. Senza addentrarci in discorsi teologici, ho notato invece delle ombre di speranza nelle liriche di “Vanitas”, come se la vita fosse sì un inferno, ma sotto questo inferno siano nascoste la speranza e l’amore più puro, custoditi in fondo ai nostri cuori. Forse nella vita futura l’uomo potrà riscoprire la speranza e capire che provocare dolore fa soffrire più per il rimorso del male fatto che per gli scarsi vantaggi conseguiti? Come la pensano oggi i Macbeth? e come la pensi tu?
Per quanto riguarda le dichiarazioni fatte conseguentemente all’uscita di RTC non posso dirti nulla… Io cosa penso?! Cavolo, non è molto semplice raggruppare in poche righe le mie idee su una cosa così “importante”… Comunque, credo in assoluto che la risposta sia soprattutto nelle lyrics in quanto su RTC erano state scritte da una persona mentre in Vanitas sono state scritte da un’altra…quindi sono d’accordo con te quando dici che “sotto questo inferno siano nascoste la speranza e l’amore più puro, custoditi in fondo ai nostri cuori.” Sì, sono assolutamente d’accordo… Io sinceramente non ho nessun rapporto con la religione e personalmente preferisco non averne…ma in tutti questi anni le mie idee su tutto ciò che riguarda la religione, la spiritualità e così via sono variate molto, penso soprattutto a causa del lavoro per cui sto studiando e in un futuro spero non lontano intraprenderò. La vita e i giorni che passano sono vissuti dalla società con troppo poca precarietà…ogni tanto io mi chiedo, ma la gente non pensa mai alla precarietà della vita? Io se ci penso sto male, ma sul serio…quindi la mia filosofia di vita è un po’ particolare e te la racchiudo in una frase: “La vita è UNA, rendila TUA e rendila TALE”. Spero abbiate capito…
Sei stato, credo, molto chiaro. Ma torniamo ancora una volta alla musica. La genesi di “Lady Lily White” è connessa alla leggenda di Bice del Balzo, giovane donna che si buttò dalla torre del suo palazzo di Rosate per amore. L’episodio è riportato in un semisconosciuto romanzo storico di Tommaso Grossi, il “Marco Visconti”. Come siete venuti a conoscenza della storia?
Mio fratello ha “scoperto” la leggenda rovistando tra alcuni libri. La leggenda in questione, per quanto banale, ha sempre il suo fascino, non ti pare?
Complimenti allora allo spirito bibliofilo di Fabrizio! So che “Vanitas” è stato distribuito praticamente in tutto il mondo. Quale è stata la reazione del pubblico? Quali nazioni sono state più ricettive, sia in termini di vendite che di comprensione delle tematiche del disco?
VANITAS è stato pubblicato da diverse etichette (Scarecrow/Oz production, Art of Music Group, Rockempire, Laser company) che permettono una diffusione più capillare dell’album. I nostri “nuovi” mercati hanno accolto benissimo i due album (successivamente anche RTC è stato pubblicato in versioni differenti) in particolare Vanitas ha riscosso un notevole successo. Il guestbook del nostro sito norvegese è stato firmato da molti ragazzi sud americani e sovietici che hanno apprezzato il nostro lavoro, i fans che ci hanno contattato sono stati numerosi!
Secondo te, cosa manca oggi ai Macbeth per essere completi? quale critica ti sentiresti di fare a te stesso e al tuo gruppo?
Siamo musicisti, si cerca sempre di migliorare, non si conosce mai abbastanza il proprio strumento… Per quanto riguarda la line up, l’attuale mi sembra ottima e stabile. Finchè non si diventa professionisti è difficile potersi definire completi…non ci si può sbilanciare più di tanto, lavoriamo e studiamo per cui abbiamo raggiunto un buon livello tra le bands emergenti ma dobbiamo lavorare e crescere ancora.
Non posso non chiedervi di parlare della scena italiana. E’ lamentata da tanti purtroppo la scarsa collaborazione tra i gruppi italiani, per motivi riconducibili ad una accesa competitività che genera diffidenze, cattiverie, insulti e gossip reciproci. So che voi ne conoscete tanti, essendo alla Dragonheart. Ma secondo te perchè tutta questa gente che dice di amare il metal più della propria vita si comporta così?
La scena nostrana è popolata da invidiosi, che preferiscono invecchiare cercando di peggiorare la vita degli altri piuttosto che crescere pensando a migliorare la propria… Questo secondo il mio modesto parere è il peggiore difetto in assoluto. Seguono a ruota la scarsa serietà e professionalità delle bands, l’eccessiva presunzione e l’assoluta repulsione nei confronti del concetto di collaborazione. La questione gossips poi è solo il lato più ridicolo di tutta la vicenda… Ci sono gruppi che dopo aver pubblicato una demo si atteggiano da rockstars! Ci è capitato di discutere con una band (i signori nessuno) che doveva farci da supporto, perchè i ragazzi esigevano una certa cifra per esibirsi…a quel punto li abbiamo salutati… pensavamo di fare noi un favore a loro!!! Apprezzo molto il circolo milanese “Gate of Ganzir”. Lati positivi della scena…al momento non me ne vengono in mente…
Mi è giunta la voce di una possibile partecipazione dei Macbeth al Gods of Metal 2003…è qualcosa che ha fondamenta? Lo puoi confermare?
Beh, non so chi abbia diffuso la notizia…per ora noi non sappiamo nulla, ma si spera sempre… sarebbe fantastico! Anche se preferiremmo giocarci un’occasione tale per la promozione del terzo album.
Quali sono le prossime date in Italia?
Stiamo preparando il nuovo album, per cui stiamo cercando di concentrarci su quello…comunque sicuramente ritorneremo a Brescia, ci saranno alcune date estive in centro Italia e qualcun’altra dalle nostre parti…staremo a vedere! In questo periodo stiamo aspettando invece una risposta importante per un live oltreoceano…le cose si stanno mettendo molto bene!
Beh, siamo giunti alla fine di questa intervista. Mi tolgo i panni un po’ scomodi del giornalista “de noatri”
e ti ringrazio per la disponibilità. E’ stato un onore poter ospitare i Macbeth nel mio sito! Salutami gli altri!
Grazie a te per la disponibilità e il supporto, e anche per l’affetto sempre dimostrato alla band! Ti aspettiamo ai nostri concerti! Ciao!


